C’era una volta un nuvolone: com’era grosso e oscuro! Era di color violetto e si librava pigro e meditabondo sotto la luna pensando a cose astratte: aveva proprio la testa per aria il signore così sospeso tra cielo e terra!
Amava guardare i colori dei fiori che oscillavano lieti alla brezza in cima al colle a cui talvolta andava così vicino che quasi vi si sfregava come un gatto.
Un giorno vide una creatura volare come lui, gialla e nera, allegra, tra i fiori. Chiese ai fiori cosa fosse; ed essi risposero che quella era un’ape.
<<E cosa fa?>>
<<Fa il miele!>>, dissero <<e ci porta con se i nostri bambini che lascia ovunque: così noi nasciamo di nuovo!>>
<<Che bello! È dolce il miele?>>
<<Dolcissimo!>>
Allora il nuvolone pensò che anche l’ape dovesse essere dolce come il miele. E prese a guardarla con attenzione. Tanto fece che si innamorò di lei. Non sapendo come fare per dirglielo, chiese ai fiori di manifestare i suoi sentimenti per lui. I fiori annuirono, e dissero all’ape che Nuvolone la amava. L’ape allora s’accorse di quella gran nave che navigava in cielo e si mise a ridere e volò via. Nuvolone vide tutto, e iniziò a piangere, piangere così tanto che nacque un ruscello. Il ruscello passò sotto l’ape che volava e divenne fiume; e poi si gettò nel mare, ma Nuvolone non c’era più.

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