Or alle tenebre

Or alle tenebre mescevo sospiri

e l’ora lenta della luce diuturna

accoglieva pietosa i miei deliri.

Alle lacrime dedicata un’urna

avevo che chiudeva i miei martìri

i quali sopiva l’ora notturna.

Adesso, che pianto o poesia m’ispiri,

testimone la luna taciturna

chiamo a rivelare il mio spirito

che anela a congiungersi con colei

che tanta bellezza al cuore eleva,

e per la quale nella schiera milito

degli innamorati, così come a Eva

il fato Adamo diede ad amare lei.

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