Cammino la strada che corre il vento
e la polvere cosparge la mia testa;
ad un tratto quei rumori più non sento
consueti e nell’aria un suono resta.
Con gli occhi lo spazio attorno tento
e odo come se in cielo fosse festa
di arpe e trombe e ancora un canto lento
che il mio andare finalmente arresta:
è la voce di un angelo che chiama?
Mi sembra di riconoscerla, dolce
al ricordo: ed è di quella felice
donna che di lassù canta che m’ama
e il cuore sento che intanto molce
e sopraffatto non sa più che dice.

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