Su discorsi attinenti il gentil sesso

Donne non ce ne sono poche al mondo, tanto per iniziare. Hai perso la testa per una? Lo comprendo… e molto bene. Va male? Trasferisci il tuo amore altrove: sarà meglio alloggiato, diciamo così. Si può fare, credimi: è nel tuo cuore che c’è quel sentimento. È proiezione: come la Natura è anche soggettiva (vedi Fichte, Hegel, e altri), e artisticamente si presenta adatta ad essere rappresentata, essendo insomma prodotto dello spirito, secondo l’Idealismo, così e tanto più per tutto il resto, utensili fabbricati da noi, la Storia, e anche i nostri rapporti. Certo lo Spirito diventa oggettivo, conosce quel momento, ma viene appropriato dalla coscienza: è sempre tutto mentale (vedi certi aspetti del buddismo e non solo). Non c’è oggetto senza soggetto: sono dati insieme, eppure appaiono distinti secondo lo schema Sankhya, che divide la Realtà in Purusa e Prakriti. Difficile forse essere consapevoli di ciò, ma credo le cose stiano così. Senza coscienza, niente è dato. È un mondo per-me seppure appaia come ulteriore aspetto in-sé. Così, però, bisogna derivare (quasi matematicamente) che le cose non sono annullate in una sintesi a priori di qualche specie. Se qualcosa in noi muta, ci deve essere una causa, sia essa anche Maya, e tutto il Mondo illusione. Esiste questa illusione, eppure non esiste, advaiticamente, come insegna Shankara. Tuttavia, se è tutto prodotto del proprio spirito, allora a fortiori bisogna rispettare ogni cosa, se è pur vero che lo Spirito sia hegelianamente (camuffato da Ragione, in lui, che è la stessa cosa del Logos… a vedere bene) divino. Non siamo il tempio dello Spirito Santo, d’altronde? Non dice che “voi tutti siete dei”? Quante verità poco comprese e spiegate male! Esegesi e interpretazione sono studio ma anche grazia, intuizione: occorre una marcia in più per certe cose. Saper pensare precisamente, essere abituati a farlo… ma non basta, forse. Intuizione, diretta, come negli aedi ispirati dagli dei.

Ciò detto, capisco benissimo che lei possa essere unica, sia essa mentale o reale: se mentale, è come un nume, una dea, Jung direbbe; in Levinas troviamo l’idea di assoluta esteriorità degli individui che si presentano innanzi a noi: anche così, non essendo cosa nostra, è ancora degnissima di ogni sacro rispetto; e poi non rispettiamo le cose nostre? Totale esteriore rispetto a noi è Dio, secondo certa filosofia ebraica.

La vita altrui è sacra in quanto è sacra la propria, condizione della esistenza a priori rispetto ad ogni cogito. Per tale motivo, non regge alcuna istanza di violenza nei confronti della vita incarnata o apparente ad un per-sé tale.

In alte parole: non devi far del male ad alcun essere vivente; e se la ami davvero, ma lei no, allora il tuo amore diventa la sua libertà. Magari tranquillamente, senza troppa violenza nel rifiuto, e cercando sempre di comprender tutto, perché bisogna davvero capire tutto per essere saggi. Ti lascio con un bacio; facendo l’amore, o ti rifiuto ma magari qualche coccola ci sta: non fa male. Tutti più tranquilli. Il sesso calma, come insegnano a noi umani le scimmie bonobo.

Non lo ami? sei impegnata? Ma falla una “scappata” (non so se mi spiego…), che non ti fa male, e digli di no così. Non siamo mica così fragili che per qualche coccola andiamo a pezzi…

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5 pensieri riguardo “Su discorsi attinenti il gentil sesso

  1. Mamma mia mi ci perdo metti le istruzioni x gli ignoranti please

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