Fato

Dell’alea parlami imperscrutabile,

o Fato! che Tu prescrivi invincibile

e le sorti dei mortali tieni sempre,

malgrado nostro; e inamovibile

contendi alla nostra malferma voglia

che di suo limite non vede soglia

all’orizzonte dell’umano volere.

Al porto della cessazione ne trai

soffiando arcana sulle nostre vele

mentre illusioni nutri al contempo;

e annullando la vita così spingi

innanzi le nostre poche speranze,

e dopo tanto affanno alfine ci plachi,

e nuovamente di altri esseri sforzi

le membra e le menti, indarno, a effetto,

sì che la nostra esistenza sia specie,

tutta insieme, e l’individuo travolgi

per quello stesso fine a noi ignoto.

E l’amore oggi tendi come i lacci

soavi e leggeri, grande ragnatela,

in cui, farfalle, volentieri cediamo.

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