Tu che lotti contro il fato che avverso
stringe da presso sordido il tuo spazio
e che forze opponi costanti di verso
e non ci stai a pagare al male il dazio
che tinge di tenebre il tuo cielo terso,
te io amo, e di ogni istante ringrazio
te, incanto, senza cui sarei già perso;
di pensarti non posso essere sazio.
Alea incombe sulla tua vita lieta
e se la sera viene tu ancor sei luce
pur minacciata da un orrendo affanno.
Sei presenza che ad amore conduce
e primavera per me tutto l’anno,
e fiore che mai voglio che l’Orco mieta.

Meraviglia
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