Non c’è bisogno di credere in Dio per riconoscere che qualcuno è migliore di te anche a livelli assai più prossimi alla Terra.
Se mi sento di essere qualcosa in ciò che faccio, per esempio, nella musica, allora non cerco nemmeno uno come Bach per tornare coi piedi per terra: mi basta qualcuno di assai meno grande. Se credo di essere intelligente, devo iniziare a ridere di me stesso senza nemmeno giungere a pensare ad un paragone con Einstein: mi basta un qualsiasi docente di matematica. Se bello, rido e basta: non iniziamo nemmeno i paragoni. Prestanza fisica? Parecchia: nel mangiare, bere e grattarmi le orecchie e poltrire.
Di che cosa dovrei vantarmi? Forse di una cosa: che sarò un buon concime per i vermi… ma nemmeno: lo siamo tutti sicuramente.
Che sono? Vorrei solo essere causa di felicità per qualcuno, piacere, bene, allora sarei qualcosa di buono.
