Temperamento

Come è nella mia natura solitaria e meditativa simile a quella di un monaco tibetano eremita, vita che preferisco nel mio intimo, è anche vero che c’è l’altra parte, solare e socievole. Amo ridere e scherzare. Due lati ben distinti, pare. Ma la luna e il sole sono ben correlati tra loro, a ben pensarci. E la luna presenta se stessa a noi grazie alla luce del sole, come è vero che essa rivela la presenza del sole, altrove, la notte. La luce persiste anche nelle tenebre. Nella notte più fonda sappiamo che c’è la luce, e quando la luna è nuova, significa che anche lei ha bisogno di stare con se stessa.

E il grande lampadario ha anche lui bisogno di appartarsi da noi; e così la terra.

Stare da solo è danzare nelle tenebre con le ombre. Abbiamo bisogno di ombre e fantasmi con cui dialogare, di scendere nel profondo e incontrare entità reali come quelle della vita cosciente.

A me basta una persona da amare, perché ho bisogno di pensare unitariamente, di concentrarmi ed entrare in comunicazione spirituale con chi amo. Devo sentire il suo pensiero ed il suo cuore. Sento i pensieri altrui e sento se sono amato così come lo avverto in me stesso.

È devozione, dialogo: solo con un’altra coscienza, nel silenzio, in quegli attimi infiniti in cui gli occhi si incontrano, e dicono tante cose, o vorrebbero dirle.

Ha importanza anche il silenzio di chi si ama: spesso dice molte più cose e vere delle parole.

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