I piccoli tessono la tela, trama e maglia, la rete, la tramaglia, in cui cadono i pesci ad uno ad uno, personaggi raccolti nella pesca dal protagonista, Renzo Tramaglino, nei “Promessi sposi”.
Aderenza alla verità storica, all’utile, e interessante, i canoni poetici cui devono rispondere le opere del figlio del conte lecchese Pietro, ma più probabilmente di Giovanni Verri (l’amore è l’amore, e le corna son corna).
In “Mi presento, sono la Mosca”, romanzo velocissimo costituito da brevi episodi, storie, fiabe contemporanee, la protagonista è proprio la “Mosca”, un piccolo protagonista non umano che però maschera la dolcezza e umanità della nostra scrittrice. Alter ego di Alessandra Marcotti, autrice dello straordinario lavoro, essa assiste ai fatti descritti negli episodi talvolta fulminanti, realisticamente interpretati eppur aurati di fiaba, e misteriosamente caratterizzati da una presenza viva di certe novelle zen nipponiche. Non mancano tragedie e aspetti da giallo e noir in alcuni episodi, ed in altri dimensioni romantiche e sognanti ma sempre lucide e immediate.
Ironica, divertente, illuminante, Alessandra è presente con il suo drone psichico dai molti occhi, e siccome è una splendida ragazza dall’intelligenza vivace, veloce e scattante, il piccolo alter ego e drone, che era nato da un modo di dire assunto per connotare l’invisibilità, dovrà fare i conti con la sua Ananke, giustizia e vendetta, poiché il fio della conoscenza rende gli dei invidiosi, anche se sono umani (per una mosca, lo siamo noi?), e la scrittrice le assegnerà una fine altrettanto intelligente, ironica e divertente nella sua immediata soluzione, resa plasticamente e assai realisticamente, facendo interagire la narratrice e la narrazione stessa con i personaggi dei suoi racconti. Sicuramente un esito ben diverso da quello manzoniano… perché nella rete dei personaggi, costruita dalla protagonista narrante il filo della storia, non cadranno solo loro.
Profondissima autoironia di Alessandra, saggezza e leggerezza ronzante.

Grazie mille