La conoscenza umana è storica, cioè limitata al tempo e allo spazio dati in un certo periodo: può indagare il passato ed interpretarlo, trovare soluzioni ai problemi che le si pongono innanzi di volta in volta, ma pare che non possa calcolare gli eventi futuri, ossia le conseguenze dei suoi risvolti pratici, empirici, tecnici: la plastica ne è un esempio; gli esplosivi, un altro, e via elencando. L’una è diventata un’ospite indesiderata e imbarazzante del nostro pianeta, non biodegradabile, se non facendola ingurgitare (meno male!) da batteri che se ne nutrono (i piccoli risolvono sempre tutto!), gli altri causa di morte per milioni di esseri umani. Troppa lunga la lista di ciò che sembrava buono (gli esplosivi per le miniere, per esempio) e si è rivelato un problema enorme.
Ci sarebbe da riflettere parecchio filosoficamente e praticamente su certi esiti nefasti per la vita sul nostro pianeta delle attuazioni scientifiche nella tecnologia, altroché la filosofia è sorpassata dalla scienza! Essa si deve occupare dei limiti, criticamente, delle nostre azioni, e non solo dal punto di vista etico, ma gettando uno sguardo interrogativo verso il futuro, con ausilio dell’immaginazione e fantasia: troppi atti umani sono di corte vedute, e tengono conto solo degli immediati guadagni e applicazioni, non pensando all’equilibrio ecologico che viene turbato forse irrimediabilmente, come manifestano le mutazioni climatiche, forse irreversibili.
Abbiamo fatto un pasticcio, come l’apprendista stregone: perchè non abbiamo la conoscenza totale di ogni possibile conseguenza delle nostre azioni: saremmo divinità! Agiamo in ciò che viene definita “nebbia di guerra” in ambito militare, e non possiamo fare molto di più… Eppure, la colpa di Prometeo, la hybris, come narra il mito, probabilmente diventa pienamente comprensibile solo ora. Speriamo nei computer quantistici, nella scienza stessa, che laddove ha causato guai vi ponga anche rimedio, come è già successo, e personalmente nutro tale speranza, e non voglio essere pessimista. Fino a qui siamo arrivati, insomma, ma il danno che stiamo facendo all’ecosistema e al clima richiede impegno serio, come se fosse un paziente malato di morbo potenzialmente letale.

Buongiorno 😃
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