Uomo stocastico

Fui uomo stocastico.

Leggevo gli “Urania” al servizio militare, presso la base NATO di Verona. Uno di essi recava il titolo: “L’uomo stocastico”.

Mi portai la 12 corde. La misi nell’armadietto con il “Tao te ching” di Lao Tzu, e Carl Jaspers. Divenni l’uomo stocastico, comunque. Stavo da solo: infestavo la caserma. C’ero ma non esistevo. Vissi da spettro. Frequentai ospedali militari per lebbrosi: chiuso in pochi metri per settimane. Lao Tzu mi salvò.

Era assurdo. Ma ero stocastico, quindi dovevo aspettarmelo. Suonavo e leggevo e parlavo di Zen e Siva, e stavo da solo sempre. Lo Spettro della Caserma. Spesso c’ero solo io che vagavo, senza meta. Mi aggiravo come un’anima morta gogoliana.

“Come fai, Sabrino? Io impazzirei!”

“Io infesto. Sono uno spettro. Non esisto realmente ma ci sono. Non posso impazzire. Per impazzire bisogna essere reali. Io non lo sono…”

24 pensieri riguardo “Uomo stocastico

  1. Ieri ho conosciuto il prof … Aristotelico geniale ti ho pensato…

  2. Per non impazzire, occorre avere un distacco da se stessi infinito; e se raggiungi questo, allora la vita non ti da più niente. E non impazzisci, perché non vivi poi mi secondo ragione. Sei andato oltre. Chi ragiona può impazzire. La follia è l’altra faccia della medaglia della razionalità.

  3. Ed io vedo chiaramente le trame dei desideri e dei sogni dei miei simili, dissimulate in mille modi, e la vanità che si traveste da sapienza, per ottenere visibilità e fare colpo. Sempre la stessa vecchia storia. Ma quando sei fantasma, non esisti, che colpo voi fare? Sei più che morto.

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