<<Ahi! Maledetto sasso! Intralcio sei, infingardo!>>
<<Non dovrei parlare, perché sono muto come un sasso, ma è stato il tuo piede!>>
<<Piede! Perché mi fai inciampare? Rispondi!>>
<<Sono un piede, mongolo, mica una bocca!>>
<<Sasso dice che sei stato tu >>
<<Oh zio! Gli occhi dove li hai? nel barbecue? Guarda dove vai: chiedi agli occhi!>>
<<Occhi: perché non guardate dove vado?>>
<<Ehi, figlio non riconosciuto di un salame, a me lo dici? Chiedi al tuo cervello! Lui dirige tutto!>>
<<Cervello, perché non stai attento? Eh, sei andato in brodo di giuggiole, spugna secca?>>
<<Ohi!, ma sono io stesso cervello che accuso me stesso! Non posso essere imputato e giudice allo stesso tempo: e adesso che faccio?>>
<<Sasso, è colpa tua…! e stai zitto>>.
