Ora della maledizione

Alle infingarde nubi ascose preci

inviate, che qui in basso son stornate,

mal accolte degli atti giusti in veci.

Le gesta che si attendono non fate

e neppur uno seguite dei dieci

comandi santi di cui vi pregiate.

Quanto più giusto è chi vive con ceci

e pane e non spregia le genti affamate!

All’ora del dolore la mano al Cielo

tesa ignota resta, e parole vane

sono rivolte a chi voi non ascolta:

un indifferente mostro di gelo

accoglie con la vostra boria molta

la preghiera che qui ferma rimane.

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