Buco nero

Ci sono tanti buchi neri, nerissimi: i peggiori sono quelli che si formano nella propria vita. Ci sono cieli stellati dentro di noi, ma alcune stelle muoiono, come accade a quelle gassose sospese nel cosmo. Quando sono quelle vicine al proprio sistema inerziale di riferimento sono guai.

Il Sole è la nostra stella; se gli accade qualcosa sono problemi per la Terra, e per noi. Se accade lo stesso a quella stella che ci illumina e sostiene dentro di noi, è anche peggio, perché non c’è nemmeno il mal comune a far godere a metà. Stai male solo tu; e nessuno capisce perché. Sei solo; e nessuno capisce perché.

Che la tua stella fosse chi amavi, e divenuta buco nero ti faccia precipitare al suo interno, è un guaio grosso. Molte gente sta male; borderline o depressi, o altro: se è vicino a te, sono guai. Diventa buco nero. Morte psichica, se non tieni le distanze. C’è gente che passa il tempo a lamentarsi credendo di averne il diritto e che serva a qualcosa, pretendendo l’ascolto: se è a casa tua, se è parente o compagno o affine, è un guaio.

Lamentarsi non serve a niente: solo a sfracellare l’anima a chi ti sta vicino e a te stesso. Vuoi attenzione e ascolto, ma sei solo una lagna, una faccia da non sopportare; sei un abisso di malessere che sentono tutti quelli che ti sono vicini. Sei un buco nero, sei uno zombie, sei una rottura di palle: la cosa migliore che puoi fare è levarti dai piedi. Non ci sono altre soluzioni.

Tanto non la capiscono: giustificano se stessi e indulgono con se stessi. Vogliono attenzione nel modo sbagliato: piangendo e lamentandosi. Dopo un po’ gli altri non c’è la fanno più. Quindi, vai via, stai lontano dagli altri: sei un pericolo. Agli altri fai solo sperare che tu sparisca. Ma non la capiscono.

Forse l’eutanasia è la cosa migliore.

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