Massime empiriche e geometriche
1) Gli altri hanno altro a cui pensare;
2) tu hai altro a cui pensare;
3) tu e gli altri pensate alla stessa cosa;
4) se pensate alla stessa cosa, allora la desiderate entrambi;
5) se non è sufficiente per tutti, allora non potete desiderarla entrambi senza che qualcuno soffra per la sua mancanza;
6) se qualcosa manca, bisogna procurarsela;
7) se non è possibile, occorre desiderare o ciò che è bastante per tutti, cioè che non sia un bene scarso, oppure qualcosa che non sia desiderabile da tutti;
8 ) tutti desiderano essere felici, quindi è la cosa che tutti desiderano;
9) è impossibile essere felici tutti o è possibile?
10) se la felicità dipende da cose che patiscono la scarsità, allora sarà scarsa anch’essa: non sarà possibile;
11) se non dipende da cose scarse, allora è possibile;
12) cosa rende felici gli esseri umani di solito? Sono le cose scarse;
13) gli esseri umani non possono essere felici tutti;
14) quindi o la felicità, se è possibile, è diversa dalle cose scarse;
15) oppure non è possibile;
16) se è possibile, allora non patisce diminuzione: è infinita;
17) ma cosa c’è di infinito per antonomasia? Ciò che non ha parti;
18) tutti i corpi sono estesi e hanno parti, cioè sono composti (anche da forze, non solo da altri elementi);
19) le cose immateriali sono semplici e senza parti: per esempio l’anima;
20) l’anima può essere desiderata, perché non scarseggia, e rende felici;
21) bisogna desiderare se stessi, cioè la propria anima;
22) nessuno è davvero felice: nessuno desidera la propria anima, ma nessuno la desidera perché o non c’è;
23) oppure non è desiderata;
25) ma se essa è noi stessi, e non desideriamo noi stessi, come possiamo essere felici?
29) Per questo occorre occuparsi di se stessi e amarsi, se si è saggi;
30) ma se l’anima non esiste, allora è solo illusione, e pertanto non siamo e possiamo essere felici.
31) ne scende che siccome pochissimi sono felici, senza mai turbamenti, l’anima ce l’hanno in pochi: e quindi la maggior parte tornerà terra e scomparirà per sempre.
Discussione
Se l’anima non ha i requisiti richiesti di semplicità e infinità (patisce mutamenti, per esempio), allora è chi è senza mutamenti e infinito il Bene da cercare. Sarà Dio. Ma vediamo che quasi tutti soffrono e sono infelici, quindi c’è qualcosa che non funziona. Pertanto se Dio esiste, il Male non dovrebbe esistere, ma il male c’è, e se entrambi ci sono, allora l’uno non può impedirlo, quindi patisce e non è infinito; se lo permette, allora non è buono: se qualcosa non è buona, come può essere un Bene?
La ragione dice che Dio non esiste e anche l’esperienza lo conferma. L’illusione o la fede dicono il contrario. Allora, o la ragione è un inganno, o no. La ragione è la nostra natura. Se Dio esiste, l’ha creata Egli così, e quindi l’ha creata per ingannarci? Non può essere. Significa che dobbiamo lasciare andare la Ragione, o la nostra natura. Rinunciare ad essa. Questo è praticamente impossibile. Per questo motivo siamo e restiamo, comunque stiano le cose, infelici, perché non possiamo smetter di essere noi stessi, e nessuno può pretenderlo da noi, tantomeno chi ci ha fatto così per poi tirarci questo scherzo. Ma vediamo che la ragione funziona bene, la religione no. Abbiamo ragione, allora, e restiamo infelici.
Meglio il Nirvana, l’estinzione totale.
