La consolazione di Filosofia

Già m’era accorto che lungi da patemi d’animo, espressione la quale suole indicare e comprendere il loro contenuto emotivo, si trova una disposizione interiore, se non felice, serena, contraddistinta non da presenza, pienezza, ma piuttosto da mancanza: l’assenza dei patemi d’animo. Non c’è niente di meglio che astrarsi, pensare, per passare alla calma siderale della contemplazione razionale. Empiricamente, si tratta di non far lavorare troppo e male il centro emozionale, e azionare quello intellettuale.

Le emozioni tendono ad essere poco controllabili, e a piegarsi negativamente, accompagnate da immagini confuse, al limite dell’angoscia e deprimenti, rivolte al futuro o al passato. La Filosofia è assai simile, come attività mentale, alla matematica: è temporalmente fuori dal tempo, o meglio, è presente assoluto, qualcosa di molto vicino all’eternità e immutabilità delle idee platoniche.

Ecco, dunque, che quando ci si vuole riposare dalle emozioni, che siano reali o suscitate da letture o spettacoli, oppure immaginate, un certo ristoro spirituale proviene proprio dalla Filosofia, ma svolgono bene la stessa funzione la scienza e la matematica. Quindi, ciò che appare come fatica mentale ad alcuni, per altri è del tutto l’opposto.

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