Tedio

Vuoi essere felice, giusto: a chi ti rivolgi ? A ciò che credi possa procurarti la felicità, che magari osservi avere tale effetto negli altri: lo vuoi anche te, come i bambini che guardano gli altri essere contenti di qualcosa. Imitazione. Non lo ottieni, per vari motivi. Cerchi di avere quello che ti possa concedere la felicità con le tue forze, visto che gli altri non soddisfano le tue richieste e lasciano andare nel nulla i tuoi desideri. Non vi riesci, nonostante abbia osservato che gli altri con molto minor merito e sforzo facilmente riescano ad acquisire ammirazione, stima, plauso e anche benessere economico (spesso i due aspetti sono connessi). Ti piace una tale: te ne innamori. Scordatela: niente per te. Poi la salute peggiora: non dormi quasi più: essenziale è il riposo, molto più che un piacere. Arrivano altri colpi alla salute. Sonno incombe sempre. Si aggiungono amicizie deludenti e problemi ovunque.

Che accade? Che ti si rompono le scatole davvero. Ti assale il tedio, se almeno non hai piacere o dolore, e hai l’anima morta; ma quando le cose stanno solo sul versante del dolore, tutto diventa pesante. Non vedi all’orizzonte cambiamenti in positivo: anzi, peggioramenti.

È così che uno si straccia i coglioni della vita. E l’unico pensiero diventa abbandonarla, lasciando che altri si divertano e sorridano e la amino: per te è finita l’illusione, e hai ragione.

Un pensiero riguardo “Tedio

  1. io credo che la felicità sia esclusivamente da cercare in noi; secondo me la si raggiungerebbe se la propria dignità e il rispetto delle proprie idee venisse riconosciuto davvero e integralmente sia da chi abbiamo accanto che dalla società. Ma ottenere questo è veramente difficile, per questo ci accontentiamo di vivere di compromessi tra parole e silenzi…e questo non rende felici

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