Tutto le nostre affermazioni sono opinabili, come già disse Marco Aurelio.
Se affermo: tutti gli uomini sono mortali; Socrate è un uomo; Socrate è mortale, il sillogismo (Barbara, prima figura, il più preciso o consistente) pare essere vero. ”Pare” perché nella nostra esperienza, sino ad ora, empiricamente, induttivamente, anno dopo anno, secolo dopo secolo, e via enumerando, coi nostri sensi non abbiamo mai avuto notizia direttamente o da altri di uomini immortali, a parte le divinità ascese al cielo e gli avatara indiani. È molto probabile, deduttivamente, che se un tale è animale, pianta, ecc., allora se appartiene ad una specie vivente, probabilmente è mortale. Se qualcosa di così logico, come il sillogismo famoso, di tipo deduttivo, si fonda su osservazioni e inferenze induttive, che fanno parte della esperienza, e non del mondo immobile iperuranio, cioè se appartengono alla sfera del divenire, bisogna dubitare che sia valido per sempre.
Ora, se la sfera dura e crudele della logica, quella che fa funzionare anche il tuo computer, può mostrare falle, pensa quante delle tue affermazioni enunciate con pretesa di valore sempiterno e universale possano avere qualità di intangibilità da parte di un dubbio ed eventuale falsificazione!
Pertanto, dubitare di ciò che si afferma, con convinzione estrema, pare essere buon esercizio di intelligenza. E se credi di potere essere un influencer, magari per caratteristiche estrinseche rispetto agli argomenti che proponi, come la bellezza del corpo e gli occhietti belli, e altro più o meno attraente, potrai ben tentarlo, ma con me, e gentaglia cattiva come me, come matematici, logici, scienziati, e altri personaggi crudeli e fetenti, rischierai un’influenza ed un mal di testa.
