Camminavo in Corso Magenta, allora
il corso non correva, era fermo ancora.
Corro nel corso ora, non c’era l’orso
allora. Il corsaro nero dov’era
corso? Io ero fermo, il corso mosso,
come un osso di gran dragone rosso.
Sarpi, Cina, il drago stava in cucina.
Sacro osso, della fine del dorso.
Luci rosse nelle palle, e fauci verdi
e gialle, di draghi volanti rossi.
Pellegrino Rossi, i nervi son scossi,
e questa metropolitana quasi
mi sembra la sua tana. E Magenta…
no, son finito a Brenta.
