Stato e anarchia

Eppure non è difficile capire che il problema è eliminare le intenzioni, i fini, gli scopi o i mezzi per raggiungerli. L’effetto sarà lo stesso, pragmaticamente. Se uno vuole offendere, essere violento, e non cambia idea, allora la cosa da fare è non offrirgli i mezzi per ottenere quel potere tale da poter offendere, fare violenza, conculcare la libertà altrui, fino a negargliela del tutto, in forza di leggi o arbitrariamente.

Stante la tendenza antisociale o psicopatica di chi è attirato dal potere, dal politico a chi indossa una divisa per sentirsi superiore, grazie alla legge che glielo consente, e osservando che coloro non abbandonano quelle nefaste tendenze patologiche, la cosa da fare è eliminare i mezzi, e quello principale, che fornisce tali mezzi indistintamente a qualsiasi pazzo, è proprio lo Stato. Esso attribuisce le armi per distruggere la felicità di una nazione, per l’arbitrio mascherato da diritto. Saggiamente, quasi la metà della popolazione della Terra non si reca più alle urne: hanno compreso come stanno le cose, senza sapere niente di anarchia, probabilmente, ma seguendo il vero buonsenso.

D’altronde, se “la legge è uguale per tutti, ma per qualcuno è più uguale”, come scriveva Orwell ne “La fattoria degli animali”, come è sempre stato nello Stato, ed essendo fatta per le classi che detengono il potere economico, essenzialmente (Marx), sembra giusto e bello liberarsi dallo Stato, cosa che proposero davvero in molti dalla mente sveglia.

Se ne può fare a meno dello Stato, come di qualcosa che è la causa prima di ogni malessere sociale e individuale.

Delinquenti? Trovano la maggioranza delle persone che li possono sistemare, basta essere armati e pronti a difendersi, senza bisogno di guardie il cui scopo principale è essere casta col potere che servono e difendono, ossia quello dei ricchi, da cui ricevono le briciole e le pappe nella ciotola.

Noialtri, di certo non ne abbiamo alcuna necessità.

7 pensieri riguardo “Stato e anarchia

  1. È importante anche avere un sogno, se posso adattare ad un ambito abbastanza diverso ciò che disse M. L. King. Molto dipende da noi: anzi, tutto. Grazie per la tua presenza attenta, Daniela. È importante.

  2. Certo che si, ovviamente dipende da noi… ma come continuo a ribadire, e non smetterò mai di dirlo, é un problema di numeri. Finché saremo troppo pochi a sognare non potremo attuare un cambiamento che ritengo necessario. Ai tuoi post ci sarò sempre non dubitare, tempo permettendo. Un caro saluto

  3. In effetti lo stato è il problema per come è ovvero: specista, sessista e basato sempre e comunque su gerarchie, ma non sempre abbiamo avuto stati, la Gimbutas aveva visto bene in tal senso e poi anche i più scettici hanno dovuto confermare le sue teorie.

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