“La grande guerra di classe” e “Il mito della guerra buona” (introvabile da anni) di J. R. Pauwels: buon risveglio.

La Grande Guerra non “scoppiò” improvvisamente in quella gloriosa estate del 1914 e non fu un caso di “follia” collettiva. La guerra era qualcosa che fluttuava nell’aria già da diversi anni ed era molto desiderata. Si voleva la guerra e venne scatenata, senza alcuna vera giustificazione, da parte dell’élite europea: un’unione tra l’aristrocrazia dei grandi proprietari terrieri e l’alta borghesia di industriali e finanzieri. A volerla non fu solo l’élite della Germania, ma quella di ciascuno dei paesi che vi furono coinvolti. Questi gentlemen non entrarono in guerra come dei “sonnambuli”, ma con mente lucida e occhi bene aperti. La guerra, avrebbe offerto all’élite l’opportunità di bloccare l’ascesa delle classi inferiori ignoranti e avrebbe dissolto lo spettro della rivoluzione sociale, eliminando quel pericolo una volta per tutte.

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