Non credo siano di interesse universale e nemmeno particolare, e mi sento molto stupido quando indulgo a raccontarle: siano esse positive o negative: sembrano sempre una sorta di lamento o, peggio ancora, di esaltazione cretina di me stesso. A malapena potrebbero interessare chi pende dalle mie labbra e mi ama in maniera assoluta. Siccome non credo che ci siano condizioni così importanti, e tantomeno ne vorrei profittare, mi terrei le mie storie della gran minchia per me.
Ma davvero! Può interessare terzi che io faccia questo o quello o mi senta così o cos’altro? Ma come si fa, per il Dio Anubi! ad ammorbare gli altri con i cazzi propri? Mio, anzi tuo dio di forma e grugnito simile o dissimile, ma ce la facciamo? Io no e piuttosto preferisco poetare, suonare, filosofare ma non fare la cronaca della conta dei miei peli sul culo! Che palle!

per il dio Anubi 🙂 mi è piaciuto molto…
certo che scrivere un diario pubblico minuto per minuto sulle proprie vicissitudini è estremamente pesante da digerire; e va a finire che dopo qualche episodio si eviti drasticamente di leggere il seguito. D’accordo con te.
😊😊😊
Quello di te che a te non interessa potrebbe interessare ad altri.
Vero