Del vero potere

Si può scegliere di non indulgere con se stessi, non recriminare, non considerare se stessi come vittime, deboli e indifese. Si può scegliere di non nutrire rancore, e di non lamentarsi, ma solo per non perdere potere spirituale; per non lasciar a se stessi esprimere emozioni spiacevoli legate a immagini negative e velenose. Siamo esseri strani e potenti, se lo vogliamo.

Questo, però, non vuol dire chiudere gli occhi nei confronti del male generato dalle ingiustizie sociali; dalla povertà che ne consegue; dal degrado spirituale; o giustificare coloro che stanno al potere e vogliono mantenerlo a tutti i costi, costi che comprendono le vite altrui, che non hanno prezzo. Questo non significa star dalla parte del padrone e dell’uomo forte del momento, con la speranza di elevarsi di un centimetro sopra la testa di un tuo simile, che non ha alcuna colpa della sua condizione. Per questo, oltre a scegliere la via del potere spirituale, bisogna combattere l’ingiustizia, non giustificare il più forte vigliaccamente, non prendersela con chi sta peggio, solo per la paura di diventare come lui, e per non sentirsi delle mezze calzette che non contano niente. Generalmente, quasi tutti non contiamo niente, sotto il punto di vista del potere politico ed economico, e la differenza tra un lavoratore qualsiasi ed un migrante è davvero minima, mentre con chi è ai vertici è quasi infinita. Somigliamo un miliardo e mezzo di volte di più ad un povero diavolo che a quelle poche decine di altri che hanno tutto, ma che come esseri umani non hanno nulla. Non sono esempi da imitare: sii te stesso, e scopri l’immenso potere che hai, e quanto poco ti può nuocere qualsiasi cosa. Niente ti può togliere la vita e farti male. Questo è quello che dobbiamo comprendere, l’unica cosa utile e buona.

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