Io, diapason

<<Sono inglese, nasco nel 1711 ad opera di John Shore, e servo a dare il La e accordare gli strumenti musicali, ma ho nome greco; vibro a 440 hz ma anche a 442 hz. Sono nero. Appartengo a Sabrino… un chitarrista, o meglio, ero suo. Ero sul suo letto. Scompaio dal letto; lui muove il letto e solleva chitarre ecc. Ed io cado dal letto, e do il La. Scompaio. Sabrino mi cerca per parecchio tempo. Solleva tutto e guarda ovunque. Non mi trova.>>

<<Buongiorno a tutti: mi chiamo Lucifero. Sono parente di Satana e altrettanto importante e famoso. La casa di Sabrino è notoriamente stregata e frequentata sia da me che dagli spettri e altre entità. Siccome suono anche io, mi serviva un diapason. Quello di Sabrino era nero e da concerto. Roba seria. Per direttori di orchestra. Era inglese, bello con riflessi infernali. Ce l’ho io, Sabrino!>>

<<Allora, tu, diapason vai all’inferno… appunto! E tu, con le tue corna e coda, stacci. Ma dico! Ma due scassameloni così dovevo trovarli io?

<<Lucciopiffero e Diamerdon vedete di andare a fare in… Ma tu senti che robaccia! E sul mio blog… Che tristezza…!>>.

Ho dedicato un brano a questa vicenda a dir poco grottesca e idiota. Saluti!

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