Cosmo e individuo

Per Platone il cosmo (che significa ‘ordine’) preesiste in forma caotica, materia indifferenziata. Il Demiurgo la ordina, la anima separando in esso i quattro elementi (terra, acqua, aria e fuoco). Per Platone l’anima è immortale.

Il suo allievo Aristotele pone l’universo come eternamente esistente, ma l’anima esiste solo congiunta al corpo: siamo mortali. Eterno è il primo motore immobile e le sfere dei pianeti che lo imitano, in quanto cercano di somigliargli e forniscono la più perfetta immagine mobile di quello che tutto muove (Dio), cioè dell’eternità. Ne parla nella “Metafisica”, che tratta anche di Teologia, quella di Aristotele, ben diversa da quella cristiana. Con essa, massima attività teoretica e razionale, si tratta di ontologia, delle cose che “sono in quanto sono”, e in generale di ogni cosa che non dipende da noi, autonoma, come nella Biologia gli enti naturali che però esistono nel mutamento e nel divenire, la cui conoscenza è necessariamente meno solida e certa di quella metafisica.

Esiste l’individuo concreto, il sinolo, corpo e anima insieme, sostanza prima: è l’individuo. La sua esistenza è la più certa empiricamente, concretamente, chiamata sostanza prima, cui si applicano tutto i predicati: è il Soggetto. La conoscenza deriva da lui, sensoriale, e viene organizzata dalla dialettica, cioè la Filosofia, la cui parte chiamata Logica permette la elaborazione e la corretta formulazione del giudizio che si organizza in sillogismi, i quali costituiscono proposizioni, ben connesse e articolate, mediante le regole sintattiche e grammaticali e soprattutto dai connettivi formali della Logica, la stessa che usiamo oggi e tutti nostri elaboratori elettronici.

Siamo qui per essere felici, e la felicità deriva dalla razionale attività conoscitiva: la felicità dello studioso, del filosofo, dello scienziato, perché vivono secondo natura, che è quella della Ragione per noi umani.

Siamo felici ragionando come gli uccelli lo sono volando.

I numeri e le figure geometriche sono nostre astrazioni derivanti da osservazioni di cose concrete: vedo due mele e trovo il “due”. Per Platone, pitagorico, esistono autonomamente, appartengono alla sfera divina. Ha vinto Platone, stranamente: la nostra Matematica è platonica.

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