La volta ossuta regge la pressione
dei miei neuroni irrequieti, agitati,
il cranio li contiene numerati:
ed è di pensieri umidi alluvione.
Sono un’armata sghemba Brancaleone
di orde mongole e di muti soldati
che procedono innanzi e sbandati
seguono fiere il loro campione.
Eccomi qui, sono il lor generale,
io condottiero, io uomo, io pirata,
canto versi e suono e a volte scrivo.
Spero sempre di non far alcun male
o di far pensare, alla mal parata,
ma vado innanzi, e forse felice vivo.

Un sonetto davvero molto bello. È anche originale, sopratutto nelle quartine. Ti chiedo scusa: io amo follemente i sonetti scritti così bene e mi spertico di conseguenza in imbarazzanti complimenti.
:-*
Ciao Irene… ben ritrovata. Lo so, ci conosciamo. Sono sempre io 😊 E anche tu scrivo ottimi sonetti.
:-*