Kali yuga

Mai come nel nostro presente cupo e cattivo, risentito e cinico, degradato e contratto, alienato, si moltiplicano contatti superficiali e si elevano all’ennesimo potenza contemporaneamente le solitudini.

Trovata commerciale e utilitarista i social non fanno che amplificare un fenomeno sociale e psicologico che ormai è iniziato da quasi due secoli.

I poeti, profeti inascoltati, ne cantavano le meste e tristi note. È questo il presente che vogliamo? Chi l’ha scelto questo orrore? Chi vuole vivere questa realtà mostruosa? La Terra avvelenata testimonia il veleno nelle nostre menti: l’universo plastificato ed estraneo sempre più. Andremo su Marte? Ci siamo già: ognuno è su Marte, da solo. E l’amore, l’amicizia sono solo reperti archeologici dell’anima fossile stratificata dentro ognuno di noi.

È la fine, qui. Io sono ottimista, perché so che andrà tutto bene, dopo la mezzanotte che stiamo vivendo o che si sta avvicinando.

Kali yuga… ricordate sempre!

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