Etica dell’aiuto

Se a malapena ci siamo per gli amici quando hanno bisogno solo di essere ascoltati con affetto ed empatia, e quasi mai, se non chiedono solo parole, tanto che non vale nemmeno la pena aspettarsi nulla, come possiamo pensare di sostituire lo Stato con la nostra volontà libera e la cura per altri? Probabilmente però, è proprio pensare che ci pensi quello agli altri, delegare allo Stato la soddisfazione dei propri bisogni che ci rende così passivi e ritirati in un bieco e ipocrita, squallido individualismo, invidioso e risentito. Se sapessimo che nessuno si prenderebbe cura di chi ci chiede aiuto, saremmo più responsabili e stimolati dalla coscienza o dal rimorso per avere abbandonato chi necessita di aiuto.

Non aspettare che siano altri a muoversi… fallo tu!

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