La mancanza di forma che si adatta e si lascia plasmare dagli eventi della vita; mancanza di posizione, inettitudine, nessuna qualità.
Outcasting, ai margini, senza realtà, quella mascherata di chi ha preso posizione e ha successo in quanto fissato e adattato al suo ruolo. Il Perdente, the Looser: Svevo, Pirandello, Musil. Con sofferenza e forse ironia volta verso se stessi. Quasi contemporaneo.
Senza sofferenza, senza disperazione sorridente esistenziale: essere gettato ma privo di senso della gettatezza. Perdente che sopravvive della molecola di celebrità mendicata in rete, istanti di notorietà e successo immediati ma ridotti a milionesimo di quella altrettanto labile ma reale dei vincenti. Quelli che hanno la fama di avere fama.
Perdenti anche loro, alla fine: e disadattati anche più degli outcast, liquidi inetti e imbecillì che non assumono forme. Macchine e automi che credono di essere riusciti. Sembra così, lo raccontano i media. Ma la vita signoreggia tutti, come diceva Schopenhauer, e istanze inconsce dominano le presunte volontà.
Chi riesce e chi non riesce: questi capisce e guarda il suo fallimento negli occhi…
