Quando mi guardi

Dubitando esista il mondo mi guardi

e la tua domanda affiora in un lampo

che mano a mano prende in me campo

come luce che divora: e tutto ardi.

I tuoi occhi assaltano me con dardi

e immantinente ai colpi loro avvampo;

la tua immago nella mente mia stampo

e ormai di salvarmi credo sia tardi.

Sorta dalla vita che scorre e passa

la tua figura prende qui la forma

e per recare felicità sei giunta.

Intanto la mia anima prona e lassa

sta come sospesa e forse compunta

seguendo solo dei tuoi passi l’orma.

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