Tutti gli italiani sono un popolo; io sono italiano; io sono un popolo… senza senso, a parte che anche inglesi, tedeschi, francesi, cinesi ecc. sono popoli, non sono predicabile di alcunché.
Tutti gli italiani sono bianchi; io sono italiano, quindi sono bianco. Ah, certo…
Che strano! Certi termini astratti e collettivi non sono mie proprietà, non appartengono a me. Si può continuare ancora, ma il risultato è lo stesso. Invece “essere vivente”, “mortale”, e altri simili sono adeguati a me perfettamente. Che io sia italiano non conduce a nient’altro che abbia senso e sia incluso in predicati attinenti l’esserlo: cioè “popolo”, “nazione”, e via elencando. Semplicemente non sono universali, quindi non sono concetti ma etichette senza senso o arbitrarie come essere pirla, scemo ecc.: insomma sono meramente contingenti e accidentali. Non hanno nulla di sostanziale, e giustamente, perché io sono sostanziale, e quei termini sono, in altre parole, stupidaggini, su cui manipolatori edificano discorsi fumosi a cui credono degli affumicati. E ci si ammazza per scempiaggini.
