Della nozione di àpeiron e dintorni

“Apeiron”, che non è una variante di aperitivo, apericena, aperipranzo, aperitivo-a-colazione o aperiunabeataminchia, significa “indefinito”, “infinito”, “indeterminato”, ed è ”archè” o “principio” di ogni cosa esistente. Questo era l’origine del cosmo, e di ogni cosa in esso contenuta, per Anassimandro, seguace e discepolo di Talete, milesi entrambi.

E noi? Noi nasciamo dal fango, per via del progressivo essiccamento dell’umido originario che contrasta con il secco originario, qualità degli elementi acqua e fuoco che sono in conflitto. Dal fango si generano i primi esseri viventi, presumibilmente pesci, in cui siamo contenuti noi umani: una volta pronti per una vita autonoma, ne saremmo usciti fuori; ed eccoci qui. Quantomeno è un primo tentativo rudimentale di teoria evoluzionistica; poi verrà il “divino” Pitagora, che visse dai quaranta anni in poi a Crotone, e morì a Metaponto, nella dorica Magna Grecia, cioè in Italia, in cui si era trasferito dalla Grecia, in cui era nato a Samo. Pare che Pitagora sia esistito davvero.

E Platone? Perché è pitagorico (cosa che ripeto sempre)? Perché pare conobbe Archita pitagorico a Taranto. Ad ogni modo, bisogna ricordare che molti di questi bravi ragazzi si recarono in Egitto e Caldea; proprio Pitagora trasse da questi Erasmus la teoria della metempsicosi (“reincarnazione”).

Fatto degno di nota è che nonostante i pitagorici fossero del partito aristocratico vigeva la comunione dei beni fra loro; il celibato venne introdotto da loro ma, cosa assai rilevante, la scuola era aperta alla frequenza femminile; si astenevano dalle carni e dalle fave a tavola; e solo pochi avevano accesso, alla fine del percorso ascetico-mistico, alla “dottrina segreta”, cioè quei pochi iniziati che da acusmatici (“uditori”), che dovevano tacere e ascoltare solamente, passavano al livello dei “matematici”.

Autós épha, ipse dixit, (“lo disse lui”): tale era la venerazione dei “matematici” per il Maestro, a cui venivano attribuite qualità semidivine. D’altronde, i misteri orfici erano parte importante della scuola pitagorica, quindi avente una sfumatura religiosa non indifferente.

Di tutto ciò bisogna ricordarsi quando si parla di Platone, e capire come mai fosse così difficile comprenderlo, come lo e al presente, secondo molti.

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