Un fuoco centrale, all’interno di una sfera, (il limite), circondato dal vuoto o aria (l’illimitato), che viene attratto all‘interno e produce la separazione, assieme al differenziato. Elementi di forma geometrica tessono il cosmo: cubo (terra); piramide (fuoco); ottaedro (aria); icosaedro (acqua).
Attorno al fuoco centrale (o sole assoluto) vi sono dieci corpi celesti (dalla periferia delle stelle fisse verso il centro): Saturno, Giove, Marte, Venere, Mercurio, il Sole, la Luna, la Terra è una Anti-Terra invisibile a noi, che producono tutte un’armonia celeste inavvertita perché assuefatti ad essa. Le forme geometriche che riempiono il cosmo (termine coniato dai pitagorici) sono stranamente simili all’ipotesi quantistica granulare dell’universo.
Notare: molto prima di Copernico e Galileo Galilei, ovvero nel III secolo a.C., Aristarco di Samo avanza l’ipotesi eliocentrica.
Da menzionare (una riflessione che deriva da una constatazione): l’incommensurabilità del lato del quadrato e di quello della diagonale (cosa scandalosa per i pitagorici), che deriva dalla riflessione e analisi del teorema di Pitagora, pone fine alla scuola, per colpa di una spiata del discepolo Ippaso di. Metaponto, che la diffonde e viene scacciato con ignominia. A ben pensare, il calcolo infinitesimale inizia qui, e diventa palpabile l’idea di continuo (geometria) e discontinuo (aritmetica), assieme alla nozione di infinito che potrebbe rappresentare quasi sensibilmente.
