Nel VI secolo d.C., Simplicio, commentatore aristotelico, cita un frammento, il DK 12A9 di Anassimandro, probabilmente parte di un’opera di cui era a conoscenza Teofrasto, scolarca del Liceo nel 322 a.C., che poteva essere contenuta nel Peripato.
Nel frammento si parla quasi chiaramente di multiverso, di qualcosa di simile all’ipotesi della nebulosa di Kant-Laplace e addirittura della teoria del Big Bang, a voler vedere.
Evidenti influssi orientali si possono cogliere in Anassimandro, discepolo di Talete milesio – e anche in altri filosofi -, ma ciò che desta stupore è che stiamo parlando di venticinque secoli fa! E complimenti alla fantasia degli scienziati contemporanei: che facciamo, copiamo i compiti in classe? E poi la scienza si è separata dalla filosofia, che è diventata letteratura, fantasia…!
Bravi, bravi, bravi! Ma il fatto è che quei filosofi erano già degli scienziati! E se pensiamo agli atomisti, di novità esagerate degli ultimi tempi è meglio tacere (Democrito e Leucippo, i primi atomisti anch’essi vissuti ai tempi di Socrate, per tutti).
I greci avevano già scoperto tutti i solidi regolari: cubo, tetraedro, dodecaedro, ottaedro e icosaedro… gli stessi dei nostri tempi: altri non sono apparsi nel frattempo.
La scienza corre… 😂😂😂

Vero