Se non ci sono differenze, se tutto è lo stesso, se viviamo in un universo tautologico, se ogni cosa è la medesima concretamente, allora non c’è bisogno di un concetto o idea che ne astragga le caratteristiche comuni: tutto è dato immediatamente. Nessuna somiglianza, diversità, e quindi nessun sforzo della fantasia per costruire la totalità; nessuna ricerca volta a scoprire differenze o somiglianze; nessuna composizione o scomposizione, che sono i principi del ragionamento e della matematica, quindi nessuna scienza. È questo, uguale all’altro, non c’è contrasto, somiglianza, opposizione, contiguità, successione. Anche il tempo si ferma: tutto è identico, uguale e si reitera. Eternità nel presente.
Gli effetti sono: idiozia, intontimento, istupidimento progressivo, noia, e decadimento generale dell’intelletto addormentato.
Ora noi viviamo proprio in un mondo sommerso da reiterazioni e cose identiche, materiali e immateriali, che non stimolano fantasia e intelligenza, perché tutto è offerto insieme. Quindi non viviamo affatto in un mondo in rapido cambiamento, bensì in un tempo fermo, finito, fatto di concretezze simili tali che vista una, viste tutte. Un mondo serializzato, uno nel molteplice. Un mondo così è pronto per il totalitarismo, in politica, e si allontana sempre più dalla democrazia ovunque.
