Filosofia contemporanea

Alle tre di notte 🌙 incontro un signore, che vive a Pittsburgh, USA. Le sue reali origini sono greche, e lo mostra il fenotipo ed il genotipo di cui ha avuto conoscenza facendo un esame del DNA 🧬. Gli offro un bicchiere di acqua. Mi racconta che è già stato qui, e ci sono alcuni suoi studenti con lui: è un docente di ingegneria all’Università di Pittsburgh. La faccio breve: siamo rimasti a parlare quasi due ore di cose molto difficili, di fisica, matematica, genetica. Gli stavo dietro. E allora lui proseguiva. E mi ha parlato dei principi primi del cosmo, come funziona tutto.

Poi siamo scesi nel dettaglio di incredibili ma vere scoperte genetiche, che nemmeno ci sogniamo e di cui nessuna rubrica di scienze in tv o giornali ha contezza (e quanto sono avanti negli USA!). Un mondo che si spalanca. E abbiamo proseguito parlando di cose il cui tacere non è bello, ma che sono troppo complesse da esporle qui in due parole.

Ecco, questo è far filosofia, esattamente come si usava nell’Accademia di Platone o nel Liceo di Aristotele, o anche nelle scuole pitagoriche.

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