Dell’essere

Si cerca la vita nell’universo (il nostro è uno dei tanti, ed è cosa nota da tempo immemore a qualcuno); ed è come se si cercassero gli occhiali avendoli sul proprio naso. Tutto l’universo è vita; tutti gli universi sono vita. La morte stessa è vita.

Noi conosciamo solo l’esistenza, l’essere, che noi stessi siamo, ciò che è, che pervade tutto, anche dal punto di vista logico, non solo ontologico. Non sappiamo nulla del non-essere: non c’è, semplicemente, e quindi nemmeno appare. Ma ciò che appare rinvia a quello di cui è sembiante. Se c’è la falsità, la menzogna, significa che c’è la verità, e non viceversa: la falsità è ciò che non è, in quanto mancanza.

Come tirare ad un bersaglio. C’è il bersaglio da colpire, il resto non lo è. Mancarlo si chiama “peccato”, ma è cosa diversa da ciò che ci hanno fatto credere: è semplicemente mancanza di perizia, di sapere. Se non si sa, non si coglie ciò che deve essere saputo. Ma sapere è sapere che c’è il sapere e cercarlo, mancandolo, fino a centrarlo.

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