Della giusta misura

1) Se i bisogni di beni e cose sono infiniti, 2) ma le risorse a disposizione non lo sono, e non possono esserlo, ed 3) il bisogno è uno stato negativo, allora nessun ammontare di ricchezza potrà soddisfarne la necessità, (punto 2), quindi persisterà lo stato negativo (punto 3), e siccome per esso si intende una affezione avente carattere di tristezza o collera, ovvero di malessere, ne scende che il denaro davvero non può fare la felicità, per conseguenza logica dalle premesse poste, e non solo per ragioni etico-religiose.

Quindi pare che si debbano limitare giocoforza i bisogni, e siccome questi stimolano la crescita famigerata di cui parla certo pensiero economico-liberista, parrà agevole comprendere che tale crescita

non potrà essere sostenibile in ogni senso; ma dal momento che ciò non è stato inteso chiaramente, andando avanti con i paraocchi e orecchie, soprattutto da parte, ma non solo, dei produttori (in regime capitolastico), gli enti naturali non umani, irrazionali, privi di ragione e intelletto, lo fanno comprendere a modo loro, con eventi estremi. Così che le cose non dotate di intelligenza sono più intelligenti degli esseri umani.

Lascia un commento