La posizione che un uomo viene ad occupare dipende dalla provvidenza divina che ivi lo ha posto, secondo Marco Aurelio, che non a caso fu letto per secoli dai cristiani. Marco Aurelio sappiamo che fu imperatore di Roma, figlio adottivo di Antonino Pio, e perseguitò i cristiani, tra le altre cose provvidenziali che fece.
Compito difficile ed ingrato, a cui non si può sottrarre, perché così vuole tale provvidenza, medita nei suoi “Ricordi” l’imperatore, “convertito” al neostoicismo da Epitteto, i cui lavori lesse. Siamo tra il 120 ed il 180 d.C.
Lucio Anneo Seneca sentenziava che in noi c’è una scintilla divina, ovvero una parte del logos che permea tutto l’universo. Tale logos si identifica con la ragione, che è, insomma, la nostra anima. Ora, la mia semplice tesi è che siccome noi impazziamo proprio perché siamo possessori della ragione, ossia razionali, così può impazzire anche il logos universale, e inviare a noi, in qualità di esseri provvidenziali, venuti qui ad adempiere ai dettami del logos, dei disastri umani e buffoni, ignoranti, violenti e ancor oltre, pazzi palesemente, cioè dei tipi come Mussolini e Hitler, oltre che Marco Aurelio stesso. Da ultimo, ottimamente, troviamo il massimo della provvidenza in esseri supremi come Trump o il cicciottello della Corea del Nord e altre meraviglie razionali e divine del nostro tempo, a riprova della tesi di Marco Aurelio.
La conclusione è quasi automatica, ed è questa: meglio che gli dei o un dio, ovvero una provvidenza provveda a se stessa, che magari ne facciamo a meno. E tanto di cappello ad Epicuro, che comunque credeva agli dei del suo tempo, ma asseriva che si facessero i casi loro e che per l’universo basta e avanza la materia e le sue interazioni atomiche, clinamen a parte, cioè la “deviazione” dei corpuscoli atomici, i quali cadendo nel vuoto, paralleli, non si sa quale causa li faccia deviare e cozzare per formare tutte le cose, compresi noi. La libertà del caso, che mantiene valido il nostro arbitrio, dicono gli stoici antichi, ovvero una intenzionalità insita negli atomi che giocano agli autoscontri, decretano, o perché si stanno scassando la minchia di cadere nel vuoto, propongo.
