Pirrone, Arcesilao, Sesto Empirico, Enesidemo e Agrippa, di indirizzo scettico, metteranno le cose a posto, anticipando tesi del Seicento e moderne, tra cui il relativismo del pensiero deboluccio ed i decostruzionismo. Ci volevano proprio! Un sano dubbio accademico, che coinvolge un Dante, a cui “dubitar aggrada” e Montaigne.
Che dicono alcuni degli scettici antichi? Che le affermazioni dogmatiche degli stoici sono delle petizioni di principio – e aggiungi tautologie – in quanto si danno come provate semplici ipotesi che invece necessitano di prova. Andare a dimostrare ciò che deve essere dimostrato, le ipotesi, comportano, poi, una regressione all’infinito, che è un’altra grave fallacia.
Le argomentazioni di cui sopra saranno riprese da alcuni logici, matematici e filosofi del Novecento, e fanno male al pancino, secondo me.
