Del valore

Pare discorso moralistico di altri tempi, certamente inadatto ad una società edonistica (e non avrei niente contro l’edonismo e le sue varianti), ma credo che dovremmo stare attenti a ciò che viene considerato un valore, perché ne potremmo perdere altri, e probabilmente più rilevanti.

Un valore condiviso o calato dall’alto e a cui ci si identifica in massa diventa moneta corrente: questo significa che chiunque non abbia le caratteristiche conformi a quel valore, quel giudizio senza riflessione, sia considerato inutile, come fosse moneta fuori corso. Sia la giovinezza, la bellezza, la ricchezza, per esempio: cosa stiamo perdendo? L’intelligenza, magari? La sensibilità? L’amicizia? La benignità? Non ne avremmo bisogno? Cosa mi può dare la tua bellezza, giovinezza, ricchezza? Buon per te, sì, certo, vivi felice, ma non sono valori spendibili per il bene di tutti. Sono correlati piuttosto ad una forma di individualismo che conduce diritti al narcisismo, di cui l’autopromozione con selfie e immagini di pernici e pavoni con contorno di ostriche e località amene sono solo il correlato oggettivo della vacuità umana.

A tutto ciò, dal mio canto, male che vada, preferisco la compagnia di me stesso, perché tanto non posso aspettarmi niente da nessuno che aderisca a quei canoni di cui parlavo all’inizio. Ed è cosa verificata empiricamente, con tristezza, ammetto.

5 pensieri riguardo “Del valore

  1. Caro Sabry…………….stiamo perdendo il buon gusto e il buon gusto è la più alta forma di intelligenza che regola silenzi e parole

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