Sulla morte e altro ad essa connessa.

L’Io è epifenomeno della coscienza, assai più vasta, che include il cosiddetto “inconscio”, il quale non altri è che coscienza potenziale. L’Io è del tutto irreale e illusorio, transeunte, legato ad istantanei flussi di impressioni che lo costituiscono. Questi destano desideri: ognuno di essi si auto incorona “Io”. Ognuno di loro muore ad ogni passaggio a nuovi desideri. Il meccanismo di questa legione demoniaca è l’identificazione. L’Io non esiste. Lo insegnava Buddha esattamente e i Veda, e anche, stranamente, David Hume, forse desumendolo da quelli.

Una entità così non può sopravvivere alla morte biologica. Gli atomi invece sì, perché sono energia, e l’energia non muore. Tutto è composto di atomi.

L’anima, invece, se esiste, non è “Io”, bensì “Sé”, ed è essenzialmente di natura divina. Ci abita, ma non ne siamo consapevoli.

La morte non sappiamo cosa sia: noi conosciamo solo la vita; non possiamo avere esperienza di ciò che non viviamo. Per quanto riguarda il Sé, non è legato all’Io, ma è la nostra vera vita, di cui non sappiamo niente, al nostro livello di scarsa luce interiore.

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