In modo surrettizio, un uomo, che ricopre la carica di sindaco, vuole modificare le abitudini di vita di una parte della popolazione di una città, Milano. Con le scuse di moda dell’ambiente, il green, che viene tagliato a boscaglie intere, nel frattempo: il vero scopo è risparmiare soldi per la sanità. Soldi che non si sa dove vadano a finire. Io non lo so, quantomeno. Le sigarette vietate ovunque è l’ultima trovata. Demonizzare una parte della popolazione indifesa è facile, prendersela con le multinazionali che inquinano una cosa ben diversa. Auto di qualche anno fa da acquistate a costo di sacrifici che non potranno più circolare. A piedi, con acqua, gelo, e caldo. Chi si prende qualche malattia a causa di questo non fa conto. Ma il vero problema è la libertà di vivere la propria vita come si crede più opportuno. Biopolitica. Intrusione della politica nella vita individuale di ciascuno. E va bene. L’alcol fa male: pare sia la prima causa di morte. Non si vieta: meno male! Il caffè fa male, per la pressione; il sale; lo zucchero; la carne ecc. La vita fa male, visto che si muore alla fine, tutti. Per stare bene non si dovrebbe nemmeno nascere. I miei genitori non fumavano e non bevevano. Gente sobria: sono morti a 73 anni entrambi, neanche la durata media dell’aspettativa di vita: cancro. E ne conosco molti che ne muoiono facendo una vita del tutto sana. Mangiano cose normali e bevono acqua. Muoiono.
Il nonno di un mio amico moriva quasi a 100 anni bevendo un bicchiere di vino e fumando: morì fumando. La vera causa di morte precoce sono i dispiaceri, quelli sì che stroncano presto. Ma il problema resta la libertà di vivere come meglio si crede. Per esempio, vivere tra serpenti velenosi, aracnidi letali, tuoni e fulmini e tigri affamate, in una foresta, riduce la durata della vita, se non stai attento, eppure è molto eco e green. Sia breve o meno, la mia vita a chi appartiene? Non pare a me. E anche il diritto di parola è bandito per varie ragioni, nessuna cogente. Meglio correre il rischio di tante cazzate che smettere di argomentare. Insulti e critiche sono il costo da pagare. Sia pure, ma è allora meglio non far più parlare gente intelligente a causa di questo? Senza confronto e ragionamento, comunicazione, nemmeno la scienza andrebbe avanti. Si può fare a meno di insultare, ma vietare di esprimere una critica veritiera è una cosa blasfema e orrenda che reclama vendetta dal Cielo. E non vale l’immagine della azienda o altre ragioni, perché la tua reputazione deve essere a posto a ragione, non perché fai mettere cinque stelle ai tuoi colleghi. Fanno così: si autopremiano. Qualcosa non funziona: minacce di ricorrere nelle sedi opportune. Non funziona così. Ed è gravissimo. Sarà capitato a non pochi. Dirigenti di società che credono di poter comandare a chiunque e di avere la magistratura al proprio servizio. Cosa dobbiamo fare a costoro? Lascio pensarlo ai lettori.

Non è difficile scoprire dove vanno a finire i soldi per il servizio sanitario, un’eccellenza di cui i milanesi dovrebbero essere fieri. Non sono di Milano ma ho molti amici che vi abitano, e fra loro c’è un’infermiera professionale che mi racconta sempre molte cose interessanti.
Allora, vuoi sapere dove finiscono i soldi dei contribuenti milanesi? Per scoprirlo potresti per esempio recarti all’ospedale San Paolo, dove c’è un Centro anti-ipertensione abbastanza famoso. L’ipertensione è una brutta bestia, un celebre cardiologo americano l’ha definita “l’assassino silenzioso”: spesso non ti accorgi nemmeno di averla, e ti ammazza. Quando te la diagnosticano non hai molta scelta: devi cominciare subito a assumere certi farmaci che ti accompagneranno per il resto della tua esistenza, e sottoporti a controlli periodici – anche a questi non potrai mai più sottrarti se tieni alla vita. Così, dunque, va’ al Centro anti-ipertensione del San Paolo e chiedi agli ipertesi che attendono di essere visitati quanto hanno pagato per godere di questo servizio, loro che sono obbligati a giovarsene. Ti risponderanno “Niente!”
Giusto così, no?, considerato che è una cosa che devono fare necessariamente per poter continuare a vivere.
Ecco, non è difficile scoprire dove vanno a finire i soldi destinati al SSN.
Grazie dell’informazione, anche se dovrò attendere nove mesi per un paio di esami ed una visita. Nel frattempo… speriamo che me la cavo. Ah, un’altra cosa, lo pago anche io, con le mie cospicue trattenute, il servizio sanitario. E fino ad ora ne ho usufruito ben poco. Dicevo, che, almeno io, non lo sapevo. Ma a parte questo, e della tua informazione, di cui ti ringrazio (lo sapevo che era buona la sanità qui), era figura retorica, la questione, se leggi l’articolo nel complesso è molto più ampia, e spostare il focus su un dettaglio serve solo a non far intendere la totalità della questione.
A parte questo, onoratissimo di averLa come contatto: ho visto adesso il Suo blog. La Musica, il mio Amore. Lei ne scrive e insegna. La seguo anche io, con piacere.
Meraviglia! 🎵🎵🎵
Sì, ho inteso bene il senso dell’articolo, e in sostanza concordo. Volevo però rispondere solo alla frase citata, che mi è parsa un po’ ingenerosa in quanto ho avuto modo di constatare personalmente la qualità del servizio sanitario a Milano, Poi, per carità, ci saranno di sicuro lentezze burocratiche e fra coloro che vi gravitano intorno non tutti saranno di specchiata onestà; ma comunque trovo giusto che si voglia mantenere lo standard a un livello alto.
Grazie dei complimenti. Per la verità non insegno nulla, o almeno non è quello il mio intento. Vorrei solo, nel mio piccolo, fare un po’ di divulgazione 🙂
🙂
Beh, stupendo! Che dire? 🙏 Grazie 🙏