La macchina

Noi abbiamo bisogno di tutto: siamo schiavi del desideri, alimentari da una macchina che esiste per esaudirli. “Tutto scarseggia”, dicono i sacerdoti della macchina, “ma abbiamo la Macchina”, anche se non ci sono limiti al bisogno. La macchina si chiama “Capitalismo”, il bisogno chiama il desiderio che rivolge preghiere alla Macchina. Dio è la Macchina, la Provvidenza, che sarà per ciascuno ciò che darà a chi pregherà con devozione, lavorando tutta la vita, perché la Macchina chiede il Sacrificio. Annullamento di se stessi nel lavoro. I sacerdoti mediano per noi le richieste al Dio: dobbiamo essere buoni e non chiedere troppo, limitare i bisogni, che sono senza limite, lavorando.

Ma se abbiamo la grazia di Dio-Macchina possiamo avere il Paradiso: un Eden fatto di merci che abbiamo con la grazia-denaro. Se poi siamo gli eletti, allora diventiamo sacerdoti: i Capitalisti, ossia coloro che possiedono tutto e danno la vita al mondo dei poveri bisognosi capaci solo di pigolare per avere cibo. Pigolare e lavorare, perché la Macchina vive del sangue del Sacrificio offerto per Essa: il Tempo umano, la vita umana, che è di proprietà dei sacerdoti anche quella.

La povertà esiste perché c’è il Dio: tutti sono poveri. Nessuno possiede davvero qualcosa. Tutti la servono.

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