“America first” (‘prima di tutto l’America’) o “American first” (‘prima gli americani’) oppure “Deutschland über alles (‘la Germania soprattutto o sopra tutto o tutti’), che era un inno composto da Haydn nel Settecento per l’Austria imperiale, che è ben diversa entità rispetto allo stato-nazione, conducono direttamente ad un’idea malsana: la supremazia della Nazione ovvero dello Stato, che conduce subito a quello di nazionalismo, o “sovranismo”, nella neolingua mediatica, ma che significa la stessa cosa. Fingere immaginarie caratteristiche unitarie di un popolo, come la razza, la cultura, il sangue o altre idiozie simili è del tutto fuorviante, estemporaneo, manipolatorio, privo di fondamento storico e antropologico. Serve a fini politici: cosa che è avvenuta e ha condotto a regimi terribili, nazismi e fascismi e al genocidio, giustificato sulla loro base inesistente. Grazie a certe idee, la Seconda guerra mondiale è stata prima di tutto genocidio e sterminio di popolazioni civili in tutto il mondo, oltre a quello perpetrato sistematicamente e peculiarmente degli ebrei. Quando lo Stato è al centro di ogni valore e viene prima di tutto, si procede solo verso una direzione: totalitarismo o autoritarismo, e l’essere umano con la sua dignità e libertà scompare. Eppure la direzione che il mondo politico e sociale sta prendendo è molto simile in vari Paesi a quelle nefande forme che stanno ripopolando spettralmente il mondo.

“Fingere immaginarie caratteristiche unitarie di un popolo, come la razza, la cultura, il sangue o altre idiozie simili è del tutto fuorviante, estemporaneo, manipolatorio, privo di fondamento storico e antropologico”. Se questa affermazione è vera, essa vale anche per gli “Europei”, nonché – a maggior ragione – per l'”umanità”, oltre a valere per i Perugini, i Pisani, gli Aretini, i Bavaresi, i Catalani; e vale anche per i gruppi sociali più ristretti, per i partiti e le associazioni, nonché per le famiglie. Infine, vale anche per l’individuo: dove sta infatti l’unità, l’identità dell’individuo? Cosa garantisce che essa non sia un’illusione?
Dunque, visto che il suo ragionamento porta – se sviluppato con coerenza – a negare qualsiasi forma di identità, inclusa quella individuale; e considerato che senza ricorrere alla nozione di identità non è possibile identificare il suo ragionamento – il che porterebbe il suo ragionamento a negare sé stesso; ne segue che il suo ragionamento è auto-contraddittorio, dunque va corretto in qualche suo passaggio.
Anche Freud era in contraddizione quando individuo una pluralità di istanze psichiche, laddove prima era presunto un Io unitario? Poi, scusi, ma stavo parlando di identità razziali inesistenti, sul piano antropologico: con tutte le mescolanze di popoli avvicendatosi in Italia e altrove, dove sarebbe una razza pura su cui fondare la mia identità? La mia e sua e altrui identità, inoltre, può benissimo essere fondata su idee che non hanno oggettivo riscontro con la realtà, oppure esserne la conseguenza, senza violare affatto il principio di non contraddizione. Un conto è affermare che un oggetto non può essere e non essere allo stesso tempo sotto il medesimo aspetto, un altro è parlare di differenze, che individuano la specie e la sostanza prima, cioè l’individuo. Se dico che sono un animale è vero, ma è anche vero che sono razionale: l’una definizione non nega l’altra. Ma affermare di me stesso che sono ariano… insomma, andiamoci con cautela. Facciamo un esame a livello dei geni: cosa ne risulta? Un bel minestrone di popolazioni sicuramente. Non mi pare affatto contraddittorio tutto ciò. Infine, la mia identità è una cosa, la validità di un argomento è ben altra cosa, se conosce la logica formale, e la verità di esso o falsità un’altra ancora. Le argomentazioni o inferenze stanno in piedi da sole, senza appellarsi ad altro.