Mi gratto un lato della mascella, e socchiudo gli occhi stiracchiando caninamente la bocca, con una sensazione di piacere che ho visto molte volte in cani e gatti. E mi viene da sorridere.
Gli sguardi immoti e dalla vita sospesa in un sogno che ancora aleggia, un turbamento sonnolento, striato di pensieri confusi, e le teste che pencolano su schermi inebetiti accompagnano il silenzio ed il vuoto che addenta metallico i binari del treno. Tali sono le espressioni facciali altrui: zero o uno.
