Un martello insistente da qualche parte rende prosaica la già sin troppo prosaica esistenza; un abbaiare di cane lo sottolinea; questo o quello sembra simile: infinito tedio dell’essere, maschera del nulla. Nelle pieghe delle cose un colare irreversibile nell’abisso. Svanire, a poco a poco, assieme a cose e non persone. Nulla conta più. Lo spirito illanguidisce e riceve noiosamente i fantasmi e li traduce in zombi concettuali: universali cadaverici pallidi e moribondi come lampadine che si fulminano.
Un universo disinteressato si stende sopra di me come una coltre funebre trapunta di candele mortuarie. Sapere… cosa? Del nulla non v’ha scienza. L’Uno primordiale e il Primo Motore rispettivamente non dipana molteplicità e giace immobile. Dio è seduto su una poltrona innanzi alla tv e dorme, con una bottiglia di gin vuota a fianco.
Satana si gratta le corna e sbadiglia e gli angeli sono andati dai diavoli a giocare a briscola in una taverna. C’è chi fuma, e chi si è addormentato sulla spalla di un diavolo, che lo guarda con tenerezza.
… e si spenge la luce.

Buona serata, triste ma molto bello.