E silenzi interminati audivi, quiete,
egra, densa, aleggia sul sudario
della gran villa lombarda. Ascolta!
Il mesto franare delle rotaie
sulla via ti mostra del morbo il volto,
e quegli spazi erranti delle pause
fanno da contrappunto nell’armonia
dissonante del dubbio, che ci canta
sommesso il dramma di cui siamo attori,
nel tempo che si dipana incerto.
