Il cielo

Sopra la cattività e il morbo,

in alto, nelle acque profonde e calme

che azzurrano gli abissi immoti

sovrastando il silenzio conculcato

da fantocci che mai restano zitti,

la mia libertà si spalanca immensa

e la Grande Anima mi richiama

dal fiero contrastare che qui pugna

negli animi compresi dalla gran nova.

Sciolto il mio trascorre là tra le stelle

e pace e ristoro vi trova dissolto.

Allora sereno vi resto e in quel vuoto

laddove il molto che lo popola

sembra così poco, e deserto grande,

posso essere me diventando tutto

mentre già questo mondo non è più.

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