Chi non nacque qui, a Milano, non può sapere cosa è… Le sue viscere palpitanti, il sangue, la sensibilità sotterranea, l’amore che fiorisce nascosto, pudico; l’apertura immediata appena c’è la possibilità.
Ci si ferma, con un sorriso, dal correre, stupiti, a chi chiede qualcosa e si va via con una luce negli occhi, e a volte gli sguardi si incontrano, luminosi come fari accesi… E vorresti abbracciarlo quell’abisso spalancato, ma ti volti e corri ancora, con una lacrima sul viso, che scivola nella bocca salata.
